Tradecorp | Italia https://tradecorp.it Tradecorp | Italia Tue, 28 Jul 2020 15:20:06 +0000 it hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.1 Bridgepoint vende Rovensa con una transazione da 1 miliardo https://tradecorp.it/bridgepoint-vende-rovensa-con-una-transazione-da-1-miliardo/ Tue, 28 Jul 2020 10:37:32 +0000 https://tradecorp.it/?p=8239 Partners Group, il fondo d’investimenti globale dei mercati privati, ha accettato per conto dei suoi clienti di acquisire una partecipazione importante in Rovensa (“Rovensa” o “la Società”), fornitore leader di prodotti speciali per la nutrizione delle colture, il biocontrollo e la protezione delle colture, da Bridgepoint, un importante gruppo internazionale di private equity. La transazione […]

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Partners Group, il fondo d’investimenti globale dei mercati privati, ha accettato per conto dei suoi clienti di acquisire una partecipazione importante in Rovensa (“Rovensa” o “la Società”), fornitore leader di prodotti speciali per la nutrizione delle colture, il biocontrollo e la protezione delle colture, da Bridgepoint, un importante gruppo internazionale di private equity. La transazione valuta la Società ad un valore aziendale di circa 1 miliardo di euro.

Il portafoglio di soluzioni e tecnologie agricole di Rovensa aiuta gli agricoltori a migliorare la resa delle colture e a garantire la sicurezza alimentare. Fondata nel 1926 e con sede in Portogallo, la Società ha tre divisioni: BioNutrition, che fornisce alle colture agricole nutrienti per la crescita e lo sviluppo sano; Crop Protection, che elimina o previene le minacce biologiche nelle colture; e BioControl, che offre prodotti basati su input biologici, come estratti vegetali e microrganismi. Rovensa è specializzata nella formulazione di prodotti sostenibili che riducono l’impatto ambientale dell’agricoltura, combattono il suo contributo al cambiamento climatico e sostengono la coltivazione di alimenti sani. I suoi prodotti sono venduti in più di 70 paesi e generano un fatturato annuo di circa 360 milioni di euro.

A seguito dell’investimento, Partners Group lavorerà a stretto contatto con il team di gestione di Rovensa, guidato dall’Amministratore Delegato Eric van Innis, su diverse iniziative strategiche chiave, tra cui lo sviluppo accelerato del portafoglio di soluzioni biologiche leader dell’azienda, la continua internazionalizzazione dell’azienda e la selezione di ulteriori acquisizioni per continuare a costruire le sue capacità. Inoltre, Partners Group intende continuare a sostenere la cultura di ricerca e sviluppo dell’azienda, concentrandosi su nicchie di mercato ad alta crescita.

Eric Van Innis, Amministratore Delegato di Rovensa, afferma: “Abbiamo tratto grande beneficio dalla proprietà di Bridgepoint dal 2017 e la nostra recente traiettoria di crescita riflette questo fatto. Tuttavia, con una popolazione globale in crescita, obiettivi ambientali ambiziosi e preoccupazioni per la salute, il settore agricolo rimane essenziale e crediamo che la sua importanza strategica garantisca ulteriori entusiasmanti opportunità di crescita. Siamo convinti che il Gruppo Partners, con la sua presenza globale e la sua attenzione alla proprietà imprenditoriale, sia il partner giusto con cui continuare a costruire la piattaforma di Rovensa e a cogliere queste opportunità. Non vediamo l’ora di lavorare fianco a fianco con il team di Partners Group in questa prossima fase di crescita e di corrispondere alla loro fiducia nel nostro progetto”.

Andrew Deakin, Managing Director, Private Equity Directs Europe, Partners Group, afferma: “Rovensa rappresenta una grande opportunità per sostenere un business resiliente in un mercato caratterizzato da una crescita costante a lungo termine. L’azienda è posizionata in modo ideale per capitalizzare il trend di crescita verso prodotti agricoli sostenibili, che sarà un elemento centrale della strategia che continueremo a perseguire. Siamo stati attratti dalla reputazione della Società, dal team di Manager di talento e dal portafoglio di prodotti di alta qualità, e vediamo un potenziale convincente per una crescita accelerata. Siamo molto entusiasti di questo significativo investimento in Iberia e non vediamo l’ora di sostenere il continuo percorso di crescita di Rovensa”.

Héctor Pérez, partner responsabile delle attività di investimento di Bridgepoint nella regione iberica, afferma: “Siamo estremamente soddisfatti dei progressi compiuti da Rovensa dalla nostra acquisizione nel 2017. Oggi è leader mondiale in BioSolutions e i suoi prodotti sono diventati una componente di spicco dell’agricoltura sostenibile. Il business ha fatto un significativo balzo in avanti sia attraverso il continuo sviluppo organico, alimentato dalle sue capacità di innovazione dei prodotti, sia attraverso l’esecuzione di sei acquisizioni strategiche aggiuntive. Abbiamo goduto di un rapporto estremamente produttivo con un team di Manager di talento, guidato da Eric van Innis e Nuno Loureiro, e siamo fiduciosi della continua crescita del business nel suo settore”.

I consulenti di Bridgepoint sono stati: HSBC, J.P. Morgan, Uría Menéndez, McKinsey e PwC.

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Più aroma e profumi per i tuoi vini https://tradecorp.it/piu-aroma-e-profumi-per-i-tuoi-vini/ Mon, 13 Jul 2020 10:43:47 +0000 https://tradecorp.it/?p=7221 Grazie alle applicazioni di Folur®, fertilizzante liquido composto al 100% da azoto ureico esente da biureto, è possibile raccogliere uve ricche in aminoacidi, molecole chiave per la fermentazione dei mosti in cantina. Fra i molti aminoacidi che costituiscono enzimi e proteine ve ne sono alcuni che è bene siano abbondanti nei mosti in cantina, come […]

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Grazie alle applicazioni di Folur®, fertilizzante liquido composto al 100% da azoto ureico esente da biureto, è possibile raccogliere uve ricche in aminoacidi, molecole chiave per la fermentazione dei mosti in cantina.

Fra i molti aminoacidi che costituiscono enzimi e proteine ve ne sono alcuni che è bene siano abbondanti nei mosti in cantina, come per esempio alanina, arginina, glutammina, serina e valina. Se presenti in quantità sufficienti vengono infatti favoriti i processi fisiologici di Saccharomices cerevisiae, il lievito che trasformerà quei mosti in vino. E meglio i lieviti stanno, migliore risulterà il vino. Una regola che vale in particolar modo per i vini bianchi, i quali patiscono di rallentamenti delle attività dei lieviti, divenendo scarsamente fruttati e profumati, come pure invecchiando precocemente e lasciando residui zuccherini non trasformati. Vini “pesanti”, quindi, di scarsa palatabillità.

 

Anche i vini rossi, però, si avvantaggiano di una buona presenza di composti azotati nei mosti, con una fermentazione malo-lattica amplificata, la quale fa divenire il vino più morbido ed equilibrato, preservando tutte le proprie caratteristiche peculiari dal punto di vista olfattivo e organolettico.

Approfondimento direttamente dalle vigne della cantina Fazi Battaglia [VIDEO]

Affinché alla vendemmia vi sia quindi abbondanza di aminoacidi è necessario che la vite venga supportata adeguatamente nel proprio ciclo colturale tramite applicazioni mirate di appositi fertilizzanti azotati, soprattutto nella fase di invaiatura. Non tutti i fertilizzanti azotati sono però uguali e la scelta corretta in campo può quindi poi fare la differenza anche in cantina e sulle tavole dei consumatori.

Azoto totale (N): 20% p/p (22% p/v)
Azoto ureico (N): 20% p/p (22% p/v)
Biureto :< 0.05% p/p (0.06% p/v)

Brevetto esclusivo Tradecorp

Brevettato da Tradecorp, Folur® è un fertilizzante liquido azotato composto al 100% da azoto ureico praticamente esente da biureto, un componente fitotossico talvolta presente nei prodotti a base di urea. In viticoltura il prodotto va applicato alla dose di 20 litri per ettaro con un primo trattamento all’inizio dell’invaiatura, seguito da una seconda applicazione circa due settimane dopo. In tal modo, verrà conferita alla coltura la giusta quantità di azoto per assicurare alla vendemmia acini ricchi di aminoacidi che si riveleranno poi preziosi nella successiva fase di fermentazione.

Ciò che rende Folur® unico nel panorama dei fertilizzanti azotati è la presenza di un indicatore colorimetrico che conferisce alla miscela in acqua una colorazione differente al variare delle condizioni ottimali di pH. La preparazione passerà cioè dal giallo paglierino all’arancione fino al rosso a seconda della minor o maggior quantità di ammoniaca venutasi a liberare. Grazie a tale sistema è possibile equilibrare il pH della soluzione su valori ottimali per il trattamento, ovvero 5,5-6,5.

 

Il parere di chi lo usa

 

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Università degli Studi di Milano: “Il tempismo è determinante quando si applicano diversi tipi di biostimolanti per combattere lo stress da calore” https://tradecorp.it/universita-degli-studi-di-milano-il-tempismo-e-determinante-quando-si-applicano-diversi-tipi-di-biostimolanti-per-combattere-lo-stress-da-calore/ Mon, 13 Jul 2020 09:05:34 +0000 https://tradecorp.it/?p=8219 Questo è un estratto dei risultati dello studio trascrittomico condotto dal Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, in un progetto congiunto con Tradecorp La trascrittomica è lo studio dell’RNA, che tra le altre funzioni agisce come messaggero del DNA per portare le istruzioni per la sintesi di aminoacidi e proteine […]

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Questo è un estratto dei risultati dello studio trascrittomico condotto dal Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, in un progetto congiunto con Tradecorp

La trascrittomica è lo studio dell’RNA, che tra le altre funzioni agisce come messaggero del DNA per portare le istruzioni per la sintesi di aminoacidi e proteine nella pianta.

La ricerca, i cui risultati preliminari sono stati presentati dal professor Antonio Ferrante, del Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali, Univ. di Milano, al 4 ° Congresso mondiale sui biostimolanti a Barcellona, trae interessanti conclusioni su come alcuni biostimolanti possono influenzare le reazioni delle piante agli stress abiotici fino al livello genico. Tuttavia, questi biostimolanti lo fanno in modi diversi e influenzando diversi geni. Pertanto, l’applicazione di determinati tipi di biostimolanti in momenti precisi, sfruttando le loro specifiche modalità di azione, garantirà il massimo effetto sulla pianta e, di conseguenza, un’applicazione più redditizia.

Fig. 1 Autofluorescenza delle cellule vegetali, con le celle di controllo (A) sulla parte superiore autofluorescente che indica le cellule colpite dallo stress da calore. Sul fondo (B) è stato applicato lo stesso stress termico. Tuttavia, Phylgreen è stato applicato prima dello stress. La mancanza di autofluorescenza in B indica che le cellule non hanno subito la stessa intensità di danno da stress da calore o accumulo di metaboliti secondari risultanti da danni da stress, a causa della corretta tempistica di applicazione e dose del biostimolante.

 

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Stress idrici e da calore: come prevenirli e superarli al meglio https://tradecorp.it/stress-idrici-e-da-calore-come-prevenirli-e-superarli-al-meglio/ Wed, 17 Jun 2020 10:07:44 +0000 https://tradecorp.it/?p=7748 La linea di biostimolanti Tradecorp permette di gestire al meglio gli stress da calore e idrici che affliggono le colture agrarie durante i mesi caldi e siccitosi Dopo un Giugno un po’ incerto, sono in arrivo come normale che sia, la persistenza di periodi caldi e avari di pioggia. Le colture agrarie sono quindi sottoposte […]

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La linea di biostimolanti Tradecorp permette di gestire al meglio gli stress da calore e idrici che affliggono le colture agrarie durante i mesi caldi e siccitosi

Dopo un Giugno un po’ incerto, sono in arrivo come normale che sia, la persistenza di periodi caldi e avari di pioggia. Le colture agrarie sono quindi sottoposte a condizioni ambientali capaci di amplificare gli specifici stress che potrebbero ripercuotersi nella fisiologia delle piante compromettendo la loro produttività finale.

Quando le temperature sono molto alte, in coincidenza di penuria di acqua nel terreno, gli stomi si chiudono per un numero maggiore di ore, tentando di minimizzare la disidratazione dei tessuti vegetali. In tal modo, però, tutti i processi metabolici rallentano, incluso quello di assorbimento dei nutrienti dal suolo e della fotosintesi. Se tali condizioni perdurano, le piante iniziano poi a mostrare segni visibili di appassimento che possono degenerare fino a parziali o completi disseccamenti. Ciò perché le radici non sono più in grado di assorbire la poca acqua ancora presente nel suolo.

Al fine di mitigare gli effetti di tali condizioni estreme è bene quindi adoperarsi per far sì che gli apparati radicali e fogliari delle piante siano sufficientemente sviluppati ed efficienti per sfruttare al meglio le scarse disponibilità idriche e per proseguire nei propri processi fisiologici finalizzati all’accumulo di sostanza secca all’interno dei frutti.

Tale risultato non può essere però raggiunto con un’unica soluzione, applicata solo nel momento del bisogno. Le colture vanno infatti accompagnate nelle diverse fasi fenologiche al fine di prepararle al meglio agli stress che incontreranno nelle settimane successive. Vanno cioè applicati sequenzialmente prodotti atti a interagire con la coltura in modo razionale e programmato.

Le soluzioni di Tradecorp

 

 

Specifici per contrastare gli stress idrici…

Humifirst SL e Turbo Root WG stimolano lo sviluppo dell’apparato radicale in senso generale e dei capillizi in particolare, esaltando quindi le funzioni di scambio e lo sfruttamento dell’acqua disponibile nel terreno anche quando sia limitata. Humifirst SL contiene acidi umici estratti da leonardite americana la cui principale caratteristica è l’elevata omogeneità e un contenuto di sostanze umiche molto elevato. Humifirst SL apporta quindi marcati benefici alla struttura del terreno, amplificando la formazione di colloidi argillo-umici e aumentando la capacità di scambio cationico e la ritenzione dell’acqua.

Turbo Root WG è invece un concime organo minerale di ultima generazione atto a rigenerare la fertilità del suolo. Totalmente solubile in acqua, può essere distribuito sulla fila oppure tramite fertirrigazione apportando sostanza organica al suolo unitamente a tutti i macro e microelementi indispensabili come ferro, manganese e molibdeno. Questi ultimi, in forma chelata, sono fondamentali per la corretta crescita della pianta.

L’uso combinato di Humifirst SL e Turbo Root WG crea le migliori condizioni nel terreno per uno sviluppo radicale ottimale unito a un ambiente più favorevole alla ritenzione idrica.

Prevenire è meglio…

Nella lotta agli stress idrici e da caldo vanno previsti però anche prodotti specificatamente studiati per l’applicazione alle piante, sia per via fogliare, sia per fertirrigazione. Fra questi spicca Phylgreen ad effetto Primactive. Derivato da Ascophyllum nodosum, alga bruna dei mari del Nord, Phylgreen produce infatti nelle colture effetti ormono-simili stimolandone i processi metabolici grazie alla presenza di elicitori naturali, ovvero polisaccaridi complessi che fungono da segnale specifico per la pianta in grado così di attivare, anticipatamente all’evento stressante, tutti i meccanismi fisiologici atti a contrastare ogni forma di stress abiotico. L’utilizzo preventivo di Phylgreen permette quindi di preparare al meglio le colture all’arrivo degli stress idrici e da caldo, garantendo al contempo una ripresa molto più veloce e quindi raccolti elevati nonostante gli stress abiotici subiti.

 

Quando però serve curare…

Non sempre è possibile attuare per tempo le più razionali azioni di prevenzione nei confronti degli stress. Servono quindi anche prodotti capaci di rimediare a stress già in corso. In tal senso si distingue Delfan Plus IT, il quale apporta un’equilibrata miscela di aminoacidi liberi in forma levogira, utili alla sintesi delle proteine e degli enzimi. Gli aminoacidi rappresentano infatti la fonte di azoto più efficiente e nobile, anche grazie al loro facile assorbimento fogliare e all’elevata disponibilità biologica per il metabolismo cellulare. Grazie all’elevata concentrazione di aminoacidi levogiri, Delfan Plus IT apporta quindi preziosi elementi fisiologicamente attivi e funzionali alla più celere ripresa delle colture impattate da stress abiotici.

 

Per migliorare fioritura ed allegagione…

Florastart è la soluzione Tradecorp per migliorare fioritura ed allegagione in tutte le colture. Florastart è una miscela pronta di fosforo e potassio con boro, molibdeno ad alta efficacia e 100% solubili. Grazie all’elevato contenuto di boro e di molibdeno, Florastart è ideale per prevenire e correggere carenze di questi microelementi che sono più facilmente assorbiti, traslocati ed assimilati dalle piante grazie alla presenza di aminoacidi.

Maggiori info sui prodotti?

Turbo root WGHumifirst SLPhylgreenDelfan Plus IT – Florastart

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Come massimizzare l’assorbimento di Potassio grazie a final K https://tradecorp.it/come-massimizzare-lassorbimento-di-potassio-grazie-a-final-k/ Wed, 10 Jun 2020 09:13:47 +0000 https://tradecorp.it/?p=8197 C’è una grande differenza tra applicare un prodotto a base di Potassio sulle vostre colture ed avere la sicurezza che  venga effettivamente assorbito dalle vostre piante.   Per esempio, sapevate che in molte parti del mondo gli ioni disciolti di calcio e magnesio che si trovano comunemente nell’acqua dura possono reagire con i fertilizzanti a […]

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C’è una grande differenza tra applicare un prodotto a base di Potassio sulle vostre colture ed avere la sicurezza che  venga effettivamente assorbito dalle vostre piante.

 

Per esempio, sapevate che in molte parti del mondo gli ioni disciolti di calcio e magnesio che si trovano comunemente nell’acqua dura possono reagire con i fertilizzanti a base di Potassio creando precipitati insolubili che possono ridurne o bloccarne l’assorbimento?

Il nuovo video Tradecorp permette di visualizzare facilmente i tipi di precipitazione che possono verificarsi nel vostro serbatoio tra i fertilizzanti a base di Potassio e l’acqua dura. Nel video il Final K di Tradecorp viene confrontato con un prodotto concorrente – in ciascuno di essi viene utilizzata la stessa materia prima di potassio, ma la qualità superiore e il processo di formulazione del prodotto di Tradecorp massimizza l’assorbimento di potassio nelle vostre piante

È facile vedere nel video che, quando si aggiunge Final K all’acqua, gli speciali coformulanti utilizzati in Final K eliminano e persino invertono le reazioni di precipitazione, mentre quando il prodotto concorrente viene aggiunto all’acqua, le reazioni di precipitazione diventano immediatamente evidenti come una nuvola bianca nell’acqua.

A titolo dimostrativo, Final K viene poi aggiunto alla miscela del prodotto concorrente invertendo la reazione di precipitazione, evidenziando la differenza in termini di tecnologia, qualità e risultato potenziale per il vostro raccolto e l’efficacia di prodotti apparentemente “simili”. Chiaramente Final K è il miglior candidato per un buon ritorno del vostro investimento.

E’ facile capire che tutti i prodotti a base di Potassio non sono uguali, ma c’è ancora di più per Final K…..

Lo sapevate che la maggior parte dei fertilizzanti a base di Potassio si trasforma in cristalli di sale con un’umidità relativa di circa il 90%? Naturalmente un cristallo non sarà facilmente assorbito attraverso la foglia delle piante.

Oltre ad una minore assorbibilità, questi fertilizzanti a base di Potassio ad alto contenuto di sali possono anche causare macchie nella frutta, bruciare le piante o possono essere facilmente dilavati durante le piogge o irrigazioni riducendo la redditività… ma non Final K!

Oltre a bloccare le precipitazioni, gli scienziati di Tradecorp hanno anche progettato Final K per rimanere in forma di soluzione liquida il più a lungo possibile – massimizzando il potenziale e l’efficienza dell’assorbimento di Potassio nelle vostre colture.

Final K rimarrà in forma liquida anche in con umidità relativa di appena il 50%, un’umidità dell’aria quotidiana comune in molte regioni. Ciò significa che il Final K rimane in forma liquida fino a quando le vostre piante non hanno avuto la possibilità di assorbire tutto il Potassio all’interno di Final K, massimizzando il vostro rapporto qualità-prezzo e differenziando ulteriormente il Final K dalla concorrenza.

Tutte le soluzioni di Tradecorp sono progettate per offrire la massima qualità, efficienza e rendimento del vostro investimento nel raccolto.

Per entrare in contatto con un nostro esperto e conoscere meglio Final K o altre soluzioni per le vostre esigenze nutrizionali e biostimolanti, compila il form qui sotto

Tradecorp non vende prodotti – noi vendiamo soluzioni.

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Final K

final K

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Camila Levy, R&D Manager, parla dei progetti di ricerca collaborativa tra Tradecorp e Landlab https://tradecorp.it/camila-levy-rd-manager-parla-dei-progetti-di-ricerca-collaborativa-tra-tradecorp-e-landlab/ Fri, 05 Jun 2020 11:15:49 +0000 https://tradecorp.it/?p=8177 Tradecorp ha recentemente rilasciato un video a infrarossi che mostra le “invisibili” sollecitazioni abiotiche causate dalla siccità. Il video è il risultato di una lunga collaborazione tra Tradecorp e Landlab, un importante centro di ricerca agricola italiano.   Parliamo con il Global R&D Manager di Tradecorp per capire meglio i progetti di ricerca collaborativa tra […]

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Tradecorp ha recentemente rilasciato un video a infrarossi che mostra le “invisibili” sollecitazioni abiotiche causate dalla siccità. Il video è il risultato di una lunga collaborazione tra Tradecorp e Landlab, un importante centro di ricerca agricola italiano.

 

Parliamo con il Global R&D Manager di Tradecorp per capire meglio i progetti di ricerca collaborativa tra Tradecorp e Landlab

Nome: Camila de C. B. Levy

Posizione: Global Manager di Ricerca e Sviluppo (R&D)

Anni in Tradecorp: 13 (7 Tradecorp Central Office Spagna, 6 Tradecorp Brasile)

Nazionalità: Brasiliana

Aree di competenza: Agronomia / Ricerca / Gestione dei progetti

Qualifiche: 

Ingegnere Agronomo (ESALQ/USP)

Master in Agricoltura Tropicale (IAC)

Master in Project Management, PMP (EAE)

DomandaIl nuovo video è un esempio recente della collaborazione di Tradecorp con Landlab, ma il rapporto con loro va molto più indietro nel tempo, può dirci qualcosa di più sulla storia della collaborazione tra le due entità?

Risposta – Il Direttore Strategia e Innovazione di Tradecorp, José Nolasco, ha un rapporto professionale di lunga data con Adriano Altissimo, CEO di Landlab. Ciò ha portato ad un contratto di collaborazione formalizzato nel 2015 tra il nostro Dipartimento di Ricerca e Sviluppo Globale e Landlab. Si tratta di una relazione di portata veramente paneuropea; Tradecorp è un’azienda con sede in Spagna, parte delle nostre numerose scoperte sui biostimolanti sono il risultato di questo e di altri progetti di collaborazione tra di noi, ad esempio, una migliore comprensione delle sinergie e degli antagonismi dei diversi tipi di biostimolanti quando vengono applicati contemporaneamente alle piante stressate.

D.- Lei cita alcune delle scoperte e dei benefici ottenuti dalla collaborazione con Landlab degli ultimi 5 anni. Questo ha contribuito al know-how di Tradecorp in generale?

     R.- Grazie al team e l’esperienza di Landlab, il nostro dipartimento interno di Ricerca e Sviluppo Globale può utilizzare le loro strutture senza la necessità di ricrearle nella nostra sede centrale. Ad esempio, il team di Landlab può eseguire prove di multiscreening in impianti che ci danno la possibilità di vagliare più materie prime, nuovi mix e prodotti rispetto ai nostri prodotti di riferimento esistenti. Collaboriamo anche a revisioni approfondite di pubblicazioni, per raccogliere le conoscenze attuali e le informazioni sulle nuove materie prime che potremmo incorporare nei nostri prodotti e nel nostro portafoglio. Questo ci permette di iniziare la nostra ricerca con le conoscenze più aggiornate, oltre a farci risparmiare tempo e denaro. Landlab ha anche un’eccellente esperienza nel testare le nostre soluzioni di nuovi prodotti proposti nelle prove di campo. Questo ci permette di coprire una geografia e clima più ampi e garantisce che le soluzioni che portiamo sul mercato lavorino in un’ampia gamma di scenari e situazioni diverse.

Infatti, la collaborazione con Landlab si è sviluppata fino a diventare una vera e propria partnership. I principali clienti interni ed esterni di Tradecorp hanno visitato più volte le loro strutture e durante queste visite sia il team di Landlab, sia il nostro team di Ricerca e Sviluppo Globale, hanno co-presentato seminari tecnici. Di recente abbiamo anche tenuto una delle riunioni del nostro gruppo di lavoro agronomico, che è una riunione dei nostri migliori esperti agricoli aziendali provenienti da tutto il mondo, presso le strutture Landlab.

D.– Oltre al video a infrarossi sugli effetti della siccità, quali altri progetti specifici sono stati sviluppati con Landlab?

     R.– Oltre al video sul timelapse della siccità, in precedenza abbiamo sviluppato un altro video time-lapse che dimostra l’effetto degli acidi umici sulle radici delle piantine di mais in fase di germinazione. Molte persone sanno che gli acidi umici aumentano la crescita delle radici, ma questo può richiedere molto tempo per essere spiegato tramite grafici durante una presentazione. In questo video, della durata di soli 30 secondi, l’effetto degli Acidi Umici è chiaro da vedere ed è un modo molto efficace per spiegare in modo visuale un argomento che può essere complesso da spiegare.

Altri progetti completati, includono diverse prove per verificare l’effetto di diverse miscele e combinazioni di alghe e amminoacidi, prove e lavori di sviluppo su alcuni nuovi biostimolanti che abbiamo in cantiere, effetto dello stress da siccità in vaso,  prove sul campo, così come lo studio del nostro nuovo chelato IsliFe 8.2. Abbiamo anche collaborato a prove complete di campo di ciliegie, patate, uva e diverse altre colture nell’ambito di vari progetti.

D. E quali sono i progetti in corso in questo momento? Quali progetti verranno alla luce nel prossimo futuro?

     R.– In questo momento l’attenzione si concentra sulle prove di stress da siccità multiscreening, principalmente nella lattuga e nel pomodoro. Questo ci aiuta nello sviluppo e nella messa a punto di nuovi prodotti ottimizzati per gestire questo tipo di stress abiotico. Queste prove di multiscreening si evolveranno in seguito in prove di semi-campo e infine in prove di campo complete che testeranno alcune delle nostre soluzioni proposte. L’obiettivo è sempre quello di aumentare le nostre conoscenze interne all’azienda, il che ci permette di fornire nuove soluzioni e/o di migliorare il supporto tecnico ai nostri clienti consentendo loro di produrre in modo sostenibile e redditizio.

La Ricerca e Sviluppo sta inoltre lavorando a progetti di Stress Abiotico con altri collaboratori, come QUB e l’Università di Milano, per aiutare a gestire e ridurre l’effetto di Salinità, Alluvioni, Freddo, Gelo e Calore attraverso una biostimolazione ottimale e la gestione nutrizionale. All’interno dei nostri Centri di Ricerca collaborativi, sono in corso prove per testare diverse tempistiche di applicazione e per ottimizzare il posizionamento dei prodotti. Ciò si tradurrà in una guida chiara sui tempi di applicazione e sul dosaggio delle nuove soluzioni che lanceremo nei prossimi mesi. Abbiamo anche progetti embrionali con soluzioni a medio termine, ad esempio i metaboliti secondari della fermentazione batterica sono una nuova e promettente fonte potenziale di materie prime per la prossima generazione di biostimolanti.

A breve termine, nella seconda metà di quest’anno, Tradecorp e Landlab lavoreranno anche su un progetto europeo.

D.-Può dirci qualcosa di più su questo nuovo progetto europeo?

R.– Mi piacerebbe dire di più, ed è un’iniziativa davvero entusiasmante, ma purtroppo per ora le informazioni non possono essere divulgate. Tornate da me tra qualche mese, quando potrò parlare di questi sviluppi specifici e sarò più che felice di condividere le informazioni su questo nuovo impegnativo progetto.

Se volete saperne di più sull’ultimo progetto tra Tradecorp e Landlab sull’effetto dello stress da siccità sulle piante analizzate con la termocamera, cliccate qui.

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Potassio: elemento indispensabile per colture di qualità https://tradecorp.it/potassio-elemento-indispensabile/ Thu, 28 May 2020 15:21:26 +0000 https://tradecorp.it/?p=7715 Un potassio di alta qualità è essenziale per ottenere i migliori risultati nella qualità delle colture. Poiché non tutte le fonti di potassio sono uguali, Tradecorp ha lanciato “K, la chiave per la qualità“, una campagna volta a promuovere opzioni e soluzioni efficaci per il potassio, oltre a spiegare l’importanza di questo macro nutriente nella […]

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Un potassio di alta qualità è essenziale per ottenere i migliori risultati nella qualità delle colture. Poiché non tutte le fonti di potassio sono uguali, Tradecorp ha lanciato “K, la chiave per la qualità“, una campagna volta a promuovere opzioni e soluzioni efficaci per il potassio, oltre a spiegare l’importanza di questo macro nutriente nella nutrizione delle colture.

 

Fra i macro elementi necessari al corretto sviluppo vegeto-produttivo delle colture agrarie, il potassio gioca un’ampia molteplicità di funzioni. In termini di asportazioni annue, le diverse colture in produzione mostrano comportamenti diversi, da un minimo di una trentina di chili di K20 delle pomacee, per ogni 10 tonnellate di produzione, a un massimo di circa 70 chili per il mandorlo.

Nelle colture frutticole, per esempio, il potassio rientra in numerose funzioni fisiologiche e biochimiche nelle cellule. La sua presenza nella linfa xilematica abbassa infatti il potenziale idrico a livello radicale, facilitando in tal modo l’assorbimento di acqua. Al contempo, a livello fogliare esercita un’influenza benefica anche sul processo di traspirazione. Ciò perché il potassio aumenta il potenziale osmotico delle cellule e permette alle piante di meglio armonizzare il meccanismo di regolazione degli stomi.

Anche sulle produzioni il potassio si mostra elemento fondamentale, influendo positivamente sulla qualità dei frutti, ai quali conferisce da un lato una maggiore sapidità, influendo in seguito sulla loro conservabilità in fase di post-raccolta. In caso di carenze di potassio, i sintomi si manifestano tramite clorosi a chiazze che possono poi evolversi in zone necrotiche lungo i margini e le estremità delle foglie. Nei casi più gravi, le foglie possono accartocciarsi in modo caratteristico mentre a livello di fusto si presentano indebolimenti strutturali. Anche senza giungere a tali manifestazioni estreme, le piante potassio-carenti si mostrano più sensibili alle infezioni dei patogeni e meno resistenti alle gelate.

 

nelle colture cosiddette “basse”, come per esempio patata e barbabietola da zucchero, il potassio esplica funzioni di grande peso. I fabbisogni della barbabietola, per esempio, si aggirano sui 7-8 chili di K20 per ogni tonnellata di radici raccolte, attivando tale elemento diversi enzimi e regolando anche l’equilibrio idrico. L’80% circa del potassio assorbito viene a concentrarsi nelle foglie, mentre il rimanente 20% rimane a livello di radice, ove svolge un’importante funzione nel trasporto degli assimilati, esitando tale processo in un sensibile aumento finale dei gradi Brix.

 

Nella coltura della patata il potassio risulta l’elemento che più influisce in termini di resa, anche dal punto di vista qualitativo. Nello specifico, il potassio gioca un ruolo fondamentale nella traslocazione, nella conversione e infine nell’immagazzinamento dei carboidrati. Ciò perché questo macroelemento interviene nell’attivazione di differenti enzimi e nella regolazione del turgore osmotico delle cellule. Tali benefici si riverberano in seguito sulla resistenza agli stress idrici e sulla produzione finale in peso quanto a tuberi.

 

l’utilizzo di un potassio di alta qualità può portare benefici alle vostre colture:

–> Migliorando il colore dei frutti, rendendolo più attraente per il consumatore

–> Aumento del sapore e del valore nutrizionale grazie al suo ruolo nella traslocazione di zuccheri e sostanze nutritive

–> Ottimizzazione dell’attività enzimatica nelle piante

–> Migliorare il controllo dell’apertura e della chiusura degli stomi in quanto è il nutriente chiave che controlla questo processo

–> Aumento dello spessore e della durezza degli steli, grazie al suo ruolo nel processo di lignificazione dell’impianto

–> Aumento del peso del prodotto

–> Aumento del rendimento commerciabile

–> Massimizzare il ritorno sull’investimento

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Stress da siccità: come agisce internamente nella pianta https://tradecorp.it/stress-da-siccita-come-agisce-e-come-mitigarlo/ Thu, 28 May 2020 13:30:43 +0000 https://tradecorp.it/?p=8153 Gli effetti della siccità negli ultimi anni sta mettendo a dura prova i raccolti degli agricoltori. Per mitigare lo stress ed i danni, oltre ovviamente a massimizzare le risorse idriche, bisogna assicurare una corretta gestione del suolo e si può intervenire in maniera preventiva con l’uso di precisi biostimolanti. Come reagiscono le piante allo stress […]

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Gli effetti della siccità negli ultimi anni sta mettendo a dura prova i raccolti degli agricoltori. Per mitigare lo stress ed i danni, oltre ovviamente a massimizzare le risorse idriche, bisogna assicurare una corretta gestione del suolo e si può intervenire in maniera preventiva con l’uso di precisi biostimolanti.

Come reagiscono le piante allo stress da siccità?

Le piante e gli esseri umani hanno reazioni molto simili alla disidratazione. Entrambi alterano il loro metabolismo per conservare l’umidità. Nelle piante, gli stomi sono chiusi ermeticamente per evitare la perdita di acqua durante la traspirazione e nell’uomo l’escrezione di acqua viene ridotta.

Quando l’acqua comincia a scarseggiare, la pianta, o il corpo, inizia ad attuare ulteriori procedure di emergenza per conservare i liquidi. Le cellule soffrono quindi di stress interni che vengono chiamati stress

Stress abiotico: Lo stress che è esterno alla pianta ed è di origine non patogena e non biologica è chiamato stress non vivente o stress abiotico

A causa del calore generato dal metabolismo della cellula stessa e della mancanza di traspirazione, le temperature nelle cellule cominciano ad aumentare, come si potrà vedere nel video in basso. In questa fase di siccità, la pianta non è visibilmente appassita, ma subisce già grandi stress metabolici interni che, ad esempio, riducono il tasso di crescita.

Quali sono gli effetti dello stress da siccità sulle piante?

Diversi sono i danni possibili, tra cui:

– la ridotta capacità della cellula di crescere e svolgere le normali funzioni

– l’interruzione della produzione di aminoacidi o proteine

– la distruzione di sostanze chimiche cruciali per il normale funzionamento delle cellule, ma sensibili al calore

– la concentrazione di elettroliti o sali (osmoliti) nella cella, che può danneggiare i mitocondri che sono i produttori di energia all’interno della cella

Mentre la siccità continua, le cellule perdono acqua perché:

– Sono permeabili e l’acqua fuoriesce attraverso la parete della cella

– Inoltre, l’acqua della cella viene utilizzata per preservare le funzioni vitali.

– Di conseguenza, le cellule diventano molli o perdono il loro “turgore” e solo in questa fase avanzata l’appassimento diventa visibile.

Anche se l’acqua viene fornita in questa fase, la cellula può reidratarsi e riacquistare il “turgore”, ma le funzioni delle cellule possono essere danneggiate in modo permanente e, di conseguenza, non saranno mai più in grado di raggiungere il 100% delle funzioni. Nelle piante questo si traduce in una riduzione della resa e della qualità del raccolto.

Visualizzazione a infrarossi delle sollecitazioni abiotiche “invisibili” causate dalla siccità

Tradecorp, in collaborazione con Landlab, uno dei principali centri di ricerca agricola italiani, ha creato questo nuovo video a infrarossi timelapse per dimostrare che questi effetti invisibili della siccità, come l’aumento della temperatura delle cellule o la riduzione del tasso di crescita, si verificano effettivamente, anche prima che l’appassimento sia visibile.

Tradecorp e Landlab hanno una lunga storia di collaborazione e ricerca. Questo video a infrarossi time-lapse è solo un esempio dei progetti di ricerca di successo a cui Tradecorp R&D e Landlab hanno collaborato con successo. Tradecorp ha utilizzato l’esperienza acquisita con Landab e altri enti di ricerca simili per sviluppare una comprensione profonda e riconosciuta a livello internazionale dei biostimolanti e del loro uso ottimale in agricoltura. (maggiori info https://landlab.net/)

Per visualizzare questi effetti, abbiamo registrato tre serie di piante:

La telecamera a infrarossi dimostra chiaramente che prima dell’appassimento le piante soffrivano di stress abiotici.

– La temperatura delle foglie della pianta colpita dalla siccità non trattata, era la più alta

– Il tasso di crescita della pianta colpita dalla siccità non trattata è stato inferiore sia alle piante protette con Primactive che alle piante che non soffrono di stress da siccità

– L’avvizzimento si è verificato prima nella pianta non trattata colpita dalla siccità, ed è stato ritardato in quelle protette con Primactive.

L’effetto Primactive può ritardare o addirittura eliminare gli stress abiotici negativi cui sono esposte le colture durante il normale ciclo colturale – in questo esempio, lo stress da siccità. La temperatura superficiale delle foglie è stata ridotta rispetto alle piante non trattate, anche l’inizio dell’appassimento è stato ritardato.

Di conseguenza, le piante hanno subito meno disturbi e danni alle loro funzioni metaboliche e il tasso di crescita delle piante Primactive è stato molto più elevato rispetto alle piante non trattate. La riduzione degli effetti negativi della siccità contribuisce a proteggere la resa e la qualità e quindi la redditività – tutto grazie a Primactive.

Guarda il video saperne di più sull’effetto Primactive

phylgreen

 

 

 

Phylgreen applicato alla dose di 1-1,5 L/ha in maniera preventiva è la massima espressione dell’effetto primactive

 

 

 

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Ingrossamento frutti, la strategia mirata Tradecorp https://tradecorp.it/ingrossamento-frutti-la-strategia-mirata-tradecorp/ Thu, 14 May 2020 16:55:37 +0000 https://tradecorp.it/?p=8129 Gran parte delle colture frutticole e orticole, in questo periodo si trovano nella delicata fase di ingrossamento dei frutti, Tradecorp offre strategie mirate per tutte le colture, che si basano su una vasta gamma di prodotti adatti a rispondere alle varie criticità. Biostimolante Phylgreen, biostimolante a base di crema d’Alga (100%), Ascophyllum nodosum, estratta con […]

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Gran parte delle colture frutticole e orticole, in questo periodo si trovano nella delicata fase di ingrossamento dei frutti, Tradecorp offre strategie mirate per tutte le colture, che si basano su una vasta gamma di prodotti adatti a rispondere alle varie criticità.

Biostimolante

Phylgreen, biostimolante a base di crema d’Alga (100%), Ascophyllum nodosum, estratta con un sistema brevettato di purificazione e spremitura a freddo, “gentle extraction”, nell’impianto produttivo di Tradecorp in Irlanda, svolge un ruolo chiave sui frutti, con un effetto ormonosimile, promuove e regola la distensione dei tessuti e la divisione cellulare.

La strategia studiata e promossa da Tradecorp permette di migliorare le rese produttive delle colture in produzione convenzionale e consente di ottenere risultati al pari delle strategie chimiche (ormonali) nelle produzioni biologiche e a residuo zero.

Le sostanze naturali contenute in Phylgreen, in particolare gli zuccheri complessi svolgono importanti attività collaterali che migliorano la consistenza e la qualità dei frutti. Ampiamente dimostrato da ricerche di laboratorio e applicazioni di campo, il ruolo veicolante del mannitolo nei confronti dei meso e micro elementi di difficile traslocazione nei tessuti non traspiranti, quali i frutti dopo le prime fasi di sviluppo e in generale i meristemi fiorali.

Conosciamo invece le potenzialità delle laminarine e fucoidani, che contribuiscono alla formazione di pareti cellulari più spesse e resistenti e regolano il turgore cellulare, aumentando la resistenza meccanica nelle fasi di raccolta, trasporto e conservazione dei frutti (shelf-life).

Calcio

Nei processi di intensa divisione cellulare la nutrizione delle colture deve essere sempre accompagnata da un apporto bilanciato di calcio (Ca), per prevenire gli squilibri fisiologici che possano compromettere la resa produttiva e la qualità dei raccolti, come il marciume apicale tipico del pomodoro e altre solanacee, il disseccamento del rachide nella vite, la butteratura amara nel melo e le spaccature della buccia nel pero e le necrosi marginali negli ortaggi a foglia.

Il calcio svolge un ruolo fondamentate nella formazione dei pectati, che conferiscono una idonea resistenza meccanica alle membrane cellulari vegetali, inoltre attiva alcune vie enzimatiche, la traslocazione dei fotosintetati e svolge anche una funzione nell’equilibrio degli scambi cationici.

Il nostro catalogo offre prodotti dedicati per esigenze diverse nella strategia nutrizionale del calcio, Calitech, prodotto specifico per applicazioni fogliari, con formulazione gel-flow, che unisce alta concentrazione e versatilità di utilizzo, e apporto bilanciato di azoto (N) nitrico, magnesio (Mg) che conferiscono elasticità alla buccia e migliorano l’efficienza fotosintetica. Il prodotto contiene anche un mix di microelementi che contribuiscono alla traslocazione del calcio e alla robustezza delle pareti cellulari.

Calcio in agricoltura biologica

Tradecorp Ca, prodotto a base di calcio chelato con EDTA è la soluzione alternativa per impieghi in fertirrigazione e colture idroponiche, anche a bassi dosaggi, garantisce un rapido assorbimento e una efficiente traslocazione nei tessuti in rapida crescita dei meristemi apicali e dei frutti evitando che il calcio subisca le interferenze chimico fisiche dei substrati di crescita.

Maxflow Ca, è la soluzione ottimale per applicazioni fogliari, una sospensione micronizzata di carbonati ad alta concentrazione specificamente studiata per le coltivazioni in Agricoltura Biologica.

 

Azoto

Laddove, per mantenere in equilibrio vegeto produttivo la coltura, si svolgessero concimazioni azotate mirate e moderate, fino alla fase di allegagione, durante la fase di ingrossamento dei frutti sarà utile garantire un apporto bilanciato al terreno dei macro e meso elementi necessari, ma è sempre strategico un contributo di azoto (N) fogliare, per garantire l’immediata disponibilità nei tessuti vegetali e alta efficienza fotosintetica.

Folur, è la migliore soluzione per apportare azoto fogliare, esclusivamente in forma ureica. Il prodotto è liquido e purificato con tecnologia brevettata da Tradecorp, esente da biureto, ed ha un pH acido, che lo rende idoneo per le più disparate miscele, garantendo sempre la stabilità della soluzione anche ai dosaggi più alti, evitando sgradevoli inconvenienti ed intasamenti delle macchine irroratrici, ed esaltando le performance dei principali insetticidi e di molti fertilizzanti fogliari (azione veicolante).

Azoto in agricoltura biologica

Alternative dal Catalogo BIO 2020, per garantire un apporto di azoto (N) in forma organica facilmente assimilabile e disponibile per la sintesi delle proteine sono i nostri prodotti a base di Aminoacidi idrolizzati, di origine animale e vegetale, Delfan Plus IT e Vegenergy.

Ottenuti dalle migliori fonti proteiche, i prodotti subiscono una idrolisi che garantisce la massima concentrazione di Aminoacidi liberi, L-α aminoacidi, e sono particolarmente indicati per applicazioni fogliari ed esenti da contaminanti chimici sono certificati per l’impiego in Agricoltura Biologica.

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Fasi cruciali della vite: prefioritura-allegagione https://tradecorp.it/fasi-cruciali-della-vite/ Mon, 04 May 2020 11:13:07 +0000 https://tradecorp.it/?p=6627 Phylgreen di Tradecorp è un biostimolante (ammesso in agricoltura biologica) a base di estratti algali ad alto grado di purezza, le cui applicazioni appaiono ideali fra le fasi di pre-fioritura e ingrossamento acini della vite     Acini più turgidi e densi a comporre grappoli esplosivi per salute e contenuti di zuccheri, antociani e polifenoli. […]

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Phylgreen di Tradecorp è un biostimolante (ammesso in agricoltura biologica) a base di estratti algali ad alto grado di purezza, le cui applicazioni appaiono ideali fra le fasi di pre-fioritura e ingrossamento acini della vite

 

 

Acini più turgidi e densi a comporre grappoli esplosivi per salute e contenuti di zuccheri, antociani e polifenoli. Questi i risultati ottenibili in campo grazie alle applicazioni di Phylgreen di Tradecorp, soluzione rivoluzionaria a base di estratti algali da Ascophyllum nodosum, alga oceanica raccolta sulle coste irlandesi e ricca di una molteplicità di fattori nutrizionali e biostimolanti. Il segreto della superiorità tecnica di Phylgreen risiede nelle modalità di raccolta, di estrazione e di formulazione delle differenti frazioni utili, fasi queste che avvengono a freddo e nel massimo rispetto del materiale vegetale processato (Gentle Extraction). Ciò consente di preservare al meglio ogni grammo delle sostanze ad azione biostimolante e nutrizionale, affinché vengano poi trasferite da Phylgreen alle colture.

Su vite, le basi per la massima produttività vengono già poste nella fase di pre-fioritura, quando le piante si apprestano a fissare i propri limiti produttivi quanto a numero di grappoli e di acini. Questi dovranno risultare infatti in equilibrio con la massa fogliare fotosintetizzante, al fine di ricevere i corretti apporti di linfa e nutrienti. Tali equilibri è bene vengano rispettati, al fine di non sbilanciare la coltura con un eccessivo vigore vegetativo o, al contrario, con una chioma insufficiente per alimentare i grappoli stessi. La produttività finale delle piante è cioè un delicato gioco fra quantità e qualità, raggiungibile solo attraverso il sostegno ottimale dei grappoli nella loro fase di formazione e di successivo sviluppo.

Phylgreen su vite

Phylgreen è la soluzione perfetta in tal senso, proprio perché apporta alla coltura una serie articolata di sostanze nutritive e biostimolanti che la mettono in grado di massimizzare le produzioni e la qualità delle medesime, senza rischiare squilibri nel medio periodo. Applicato per via fogliare a dosi fra 1 e 2 litri per ettaro, Phylgreen permette di esaltare tutti i processi biochimici coinvolti dapprima nella fioritura, poi nell’allegagione e nel successivo sviluppo degli acini, innalzandone il peso finale e, soprattutto, i contenuti di elementi preziosi per la qualità ottenibile in cantina nella fase di vinificazione.

Il parere di chi lo usa

Tra i diversi vantaggi che Phylgreen apporta alla coltura, spiccano soprattutto la riduzione dell’incidenza negativa degli stress ossidativi, grazie al contenuto di antiossidanti naturali come polifenoli, vitamine e pigmenti, come pure la stimolazione della sintesi delle fitoalessine, sostanze anch’esse naturali che concorrono a rendere le piante meno suscettibili agli stress di diversa natura.

Vite con phylgreen

Maggio 2020 – Foto scattata nella Provincia di Treviso

Da prove condotte in collaborazione con l’Università di Perugia è stato appurato come l’uso di Phylgreen fra la pre-fioritura e l’ingrossamento acini permetta di elevare del 12% il peso medio degli acini e del 13% quello dei grappoli. Complessivamente, l’incremento produttivo medio si è fissato su un eccellente valore pari a +15%. Anche in termini di qualità le uve trattate con Phylgreen hanno mostrato una marcia in più, annoverando un aumento pari a +73 grammi per ceppo in zuccheri, affiancato da un +181 mg per ceppo di antociani e un +250 mg per ceppo di polifenoli.

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