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Potassio: elemento indispensabile per colture di qualità

Un potassio di alta qualità è essenziale per ottenere i migliori risultati nella qualità delle colture. Poiché non tutte le fonti di potassio sono uguali, Tradecorp ha lanciato “K, la chiave per la qualità“, una campagna volta a promuovere opzioni e soluzioni efficaci per il potassio, oltre a spiegare l’importanza di questo macro nutriente nella nutrizione delle colture.

 

Fra i macro elementi necessari al corretto sviluppo vegeto-produttivo delle colture agrarie, il potassio gioca un’ampia molteplicità di funzioni. In termini di asportazioni annue, le diverse colture in produzione mostrano comportamenti diversi, da un minimo di una trentina di chili di K20 delle pomacee, per ogni 10 tonnellate di produzione, a un massimo di circa 70 chili per il mandorlo.

Nelle colture frutticole, per esempio, il potassio rientra in numerose funzioni fisiologiche e biochimiche nelle cellule. La sua presenza nella linfa xilematica abbassa infatti il potenziale idrico a livello radicale, facilitando in tal modo l’assorbimento di acqua. Al contempo, a livello fogliare esercita un’influenza benefica anche sul processo di traspirazione. Ciò perché il potassio aumenta il potenziale osmotico delle cellule e permette alle piante di meglio armonizzare il meccanismo di regolazione degli stomi.

Anche sulle produzioni il potassio si mostra elemento fondamentale, influendo positivamente sulla qualità dei frutti, ai quali conferisce da un lato una maggiore sapidità, influendo in seguito sulla loro conservabilità in fase di post-raccolta. In caso di carenze di potassio, i sintomi si manifestano tramite clorosi a chiazze che possono poi evolversi in zone necrotiche lungo i margini e le estremità delle foglie. Nei casi più gravi, le foglie possono accartocciarsi in modo caratteristico mentre a livello di fusto si presentano indebolimenti strutturali. Anche senza giungere a tali manifestazioni estreme, le piante potassio-carenti si mostrano più sensibili alle infezioni dei patogeni e meno resistenti alle gelate.

 

nelle colture cosiddette “basse”, come per esempio patata e barbabietola da zucchero, il potassio esplica funzioni di grande peso. I fabbisogni della barbabietola, per esempio, si aggirano sui 7-8 chili di K20 per ogni tonnellata di radici raccolte, attivando tale elemento diversi enzimi e regolando anche l’equilibrio idrico. L’80% circa del potassio assorbito viene a concentrarsi nelle foglie, mentre il rimanente 20% rimane a livello di radice, ove svolge un’importante funzione nel trasporto degli assimilati, esitando tale processo in un sensibile aumento finale dei gradi Brix.

 

Nella coltura della patata il potassio risulta l’elemento che più influisce in termini di resa, anche dal punto di vista qualitativo. Nello specifico, il potassio gioca un ruolo fondamentale nella traslocazione, nella conversione e infine nell’immagazzinamento dei carboidrati. Ciò perché questo macroelemento interviene nell’attivazione di differenti enzimi e nella regolazione del turgore osmotico delle cellule. Tali benefici si riverberano in seguito sulla resistenza agli stress idrici e sulla produzione finale in peso quanto a tuberi.

 

l’utilizzo di un potassio di alta qualità può portare benefici alle vostre colture:

–> Migliorando il colore dei frutti, rendendolo più attraente per il consumatore

–> Aumento del sapore e del valore nutrizionale grazie al suo ruolo nella traslocazione di zuccheri e sostanze nutritive

–> Ottimizzazione dell’attività enzimatica nelle piante

–> Migliorare il controllo dell’apertura e della chiusura degli stomi in quanto è il nutriente chiave che controlla questo processo

–> Aumento dello spessore e della durezza degli steli, grazie al suo ruolo nel processo di lignificazione dell’impianto

–> Aumento del peso del prodotto

–> Aumento del rendimento commerciabile

–> Massimizzare il ritorno sull’investimento

PRODOTTI A BASE DI K:   final K  –  final eKo (biologico) – folivex K

 

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