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Salinità e sodicità dei terreni: 7 consigli Tradecorp per gestire al meglio questi stress

La salinità dei terreni e la sodicità (contenuto di sodio) può danneggiare le colture senza darne segnali espliciti! Il 25-35% delle terre arabili nel mondo sono suscettibili a questi due stress abiotici, che sono, probabilmente, i più difficili da gestire.

7 consigli preziosi per avere un’ottima gestione dei problemi di salinità e sodicità 

1.  Iniziamo dal suolo

Spesso trascurata nella gestione della salinità e della sodicità, l’applicazione precoce al suolo di prodotti a base di acidi umici come Humifirst e/o Turbo Root WG dovrebbe essere uno dei fondamenti chiave di qualsiasi programma di gestione dei terreni difficili. La salinità e la sodicità riducono lo sviluppo delle radici e con meno radici la pianta ha una superficie di scambio inferiore per captare ed assorbire acqua e sostanze nutritive.

Gli acidi umici aumentano la crescita delle radici, la selettività di assorbimento e allo stesso tempo aiutano a migliorare la tolleranza al sodio. La R&D di Tradecorp con il Centro di Ricerca italiano Landlab ha dimostrato l’effetto sorprendente di Humifirst sul tasso di crescita delle radici e sulla biomassa (come mostrato in questo video time-lapse).

2. Contrastare il problema dell’assorbimento di potassio

La salinità e la sodicità riducono l’assorbimento di potassio (K) dal suolo e questo spesso crea squilibri potassio-sodio nel tessuti vegetali. Poiché la coltura sta già affrontando difficoltà nell’assorbire una quantità sufficiente di acqua e nutrienti dalla soluzione circolante del terreno, indipendentemente dalla quantità di nutrienti disponibili, le applicazioni di potassio fogliare di alta qualità, come Final K, aggirano questo problema e aiutano ad assicurare sempre alla pianta un apporto bilanciato e adeguato di potassio nei tessuti verdi e nei frutti.

3.  Aumentare l’energia della pianta

Le colture hanno una certa capacità di espellere l’eccesso di salinità e sodicità sia direttamente che indirettamente attraverso meccanismi fisiologici complessi, ma ciò richiede molta energia e può causare un deficit di energia che può compromettere la crescita e ridurre la resa.

L’applicazione fogliare di prodotti a base di aminoacidi liberi, come Delfan Plus IT e Vegenergy, contribuisce a garantire alle colture un apporto di energia (Azoto (N) organico) che consente una maggiore produzione di proteine legate anche alla gestione dello stress abiotico. Ciò aiuta la pianta a mantenere una crescita costante, riducendo al contempo la tendenza ad aborti fiorali e cascola dei frutti (processi messi in atto dalla pianta per un naturale risparmio conservativo di energia). Gli agricoltori sanno, che questi sono problemi comuni nei terreni salini e sodici.

4.  Prevenire gli effetti dello stress abiotico con biostimolanti “Primactive”

I Biostimolanti con effetto Primactive “preparano” le colture per aumentare la loro tolleranza agli stress abiotici. Tuttavia, la tempistica corretta dell’applicazione del biostimolante è fondamentale per garantire il massimo effetto Primactive sulle colture.

Poiché salinità e sodicità sono stress “permanenti” , non c’è un inizio e fine dello stress, rendendo l’applicazione preventiva (o priming) interpretabile in maniera differente. Tradecorp raccomanda applicazioni frazionate e ripetute di prodotti con effetto Primactive, come quelli della gamma Phylgreen, bassi dosaggi e applicazioni frequenti, dove si sospettano o si conoscono casi di salinità e sodicità. In queste situazioni l’obiettivo è contribuire a ridurre l’impatto dello stress abiotico durante l’intero ciclo colturale.

L’applicazione frazionata non solo aiuterà la coltura a resistere meglio allo stress abiotico lungo il ciclo vegetativo, tramite l’effetto Primactive, ma apporta anche ai tessuti sostanze chiave come il Mannitolo. Questi polisaccaridi naturali sono chiamati “osmoliti compatibili” e aiutano a ridurre il danno alle cellule vegetali e alla struttura genetica che potrebbe derivare dalla salinità e dalla sodicità nei tessuti vegetali, indotta anche da fenomeni di stress da siccità, causato da un ridotto assorbimento di acqua.

5. Ridurre la salinità e sodicità nella rizosfera

La gestione attiva della salinità e della sodicità nella zona della radice può aiutare ad aumentare la redditività, senza incorrere nei costi di trattamento a pieno campo. I prodotti specificamente progettati per affrontare il problema, ad esempio Saltrad, offrono una soluzione efficace, che consente agli agricoltori di continuare la produzione con una resa adeguata.

Saltrad è stato progettato per affrontare la salinità e la sodicità attraverso molteplici modalità di azione nel suolo. Ad esempio, gli acidi organici contenuti in Saltrad separano e complessano il sodio del suolo, risospendendolo nella soluzione circolante, quasi a dire “lavando la superficie del terreno dal sodio”. La superficie del suolo liberata dal sodio in eccesso viene quindi occupata per sostituzione da calcio (Ca) altamente solubile contenuto in Saltrad, contribuendo a ripristinare la struttura colloidale del suolo. Saltrad migliora la capacità degli operatori di lavare o lisciviare il sodio nella rizosfera, mediante la lisciviazione delle irrigazioni o durante forti piogge.

Un altro aspetto conseguenziale dell’impiego di Saltrad radicale è l’ ottimizzazione delle risorse idriche, qualora esse siano limitate. Ovvero, se Saltrad contribuisce a ridurre la conducibilità della soluzione circolante, a parità di capacità idrica del terreno e di differenziale osmotico tra piante e terreno, a seguito dell’applicazione di Saltrad, le piante avranno maggiore disponibilità di acqua o minore dispendio di energia per assimilarla.

Volantino Saltrad

 

6. Lisciviare i sali solubili della rizosfera

L’acqua d’irrigazione, sebbene fondamentale per le colture, porta spesso gli effetti collaterali indesiderati dei sali disciolti naturalmente, in particolare il sodio ed è per questo che la salinità e la sodicità possono aumentare rapidamente nei terreni irrigui.

Sapevi che, oltre ai sali, l’acqua per l’irrigazione di solito contiene bicarbonati disciolti e che questi bicarbonati solubilizzano il calcio dalla superficie delle particelle di terreno?

Questi bicarbonati aumentano la lisciviazione del Calcio al di sotto della zona radicale con la posizione nel terreno precedentemente occupata dal Calcio ora sostituita con il Sodio apportato dall’acqua di irrigazione. Questi processi accelerano l’accumulo di salinità e sodicità!

In quest’ottica, la neutralizzazione dei bicarbonati nell’acqua di irrigazione, con prodotti come Lower 7, è fondamentale per ridurre la lisciviazione del calcio e aiuta a rallentare l’accumulo di salinità e sodicità nei suoli.

7. Tornare alle origini di Tardecorp: non dimenticare i  micronutrienti

Quando si gestiscono la salinità e la sodicità, è facile dimenticare le basi. Oltre a ridurre l’assorbimento di macronutrienti come potassio e fosforo, la salinità e la sodicità riducono l’assorbimento della maggior parte dei micronutrienti, rendendo molto comune per le colture la carenza “nascosta” di micronutrienti.

Le analisi del suolo mostreranno spesso adeguate riserve di micronutrienti, ma, nelle condizioni di crescente stress di salinità e sodicità, l’assorbimento è ridotto, il che aumenta le possibilità di resa e qualità non ottimali e quindi una riduzione della redditività delle colture.

Evita il rischio di carenze nascoste usando i chelati EDTA / EDDHA di Tradecorp. I chelati EDTA / EDDHA sono riconosciuti come il tipo di micronutrienti più efficaci nei terreni e aiutano a garantire un assorbimento sufficiente del nutriente da parte delle piante e sono ideali anche per l’applicazione fogliare a dosaggi ridotti.

I vantaggi dei 7 suggerimenti sopra descritti nella gestione della salinità e della sodicità sono cumulativi, il massimo beneficio e redditività si otterrà sfruttando il maggior numero delle soluzioni disponibili.

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Fonti:

  1. Khaleda, L. P. (2017). Humic Acid Confers HIGH-AFFINITY K+ TRANSPORTER 1-Mediated Salinity Stress Tolerance in Arabidopsis. Molecules and Cells, 40, 966-975.
    doi: doi.org/10.14348%2Fmolcells.2017.0229
  2. Merwad, A. (2017). Effect of humic and fulvic substances and Moringa leaf extract on Sudan grass plants grown under saline conditions. Canadian Journal of Soil Science, 97, 703 – 716.
    doi: doi.org/10.1139/cjss-2017-0050
  3. DPI NSW. (2014). Farm water quality and treatment.Sydney: Department of Primary Industries, New South Wales State Government.
  4. Gangloff, W. W. (2006). Relative availability coefficients of organic and inorganic Zn fertilizers. Journal of Plant Nutrition, 25, 259 – 273
    doi: doi.org/10.1081/PLN-100108834